Ore di guida sui mezzi pesanti

Ore di guida sui mezzi pesanti: cosa prevedono le norme?

Il settore autotrasporti, data la sua indispensabilità, è uno dei cardini dell’economia nazionale e internazionale. In Italia, ad esempio, si contano oltre 100.000 aziende del settore, un milione e mezzo di operatori, circa 85 miliardi annui di fatturato, per il 9% del PIL italiano. Le modalità del trasporto merci, però, rappresentano anche un tema molto sensibile, tanto che per tutelare la sicurezza stradale sono nate precise norme, volte a regolamentare questo tipo di servizi. In questo senso, oggi parliamo delle normative relative alle ore di guida sui mezzi pesanti.

Partendo dal presupposto che circa il 90% delle merci viaggia su strade ed autostrade, è facile capire quanto effettivamente siano importanti dei provvedimenti che tutelino il lavoro e la vita di tutti gli operatori coinvolti in questo mercato. Proprio per questo, la legislazione italiana ha deciso di stilare dei precisi regolamenti sulle ore obbligatorie di guida e su quelle di riposo dei conducenti di mezzi pesanti.

Delle norme volte a migliorare la sicurezza del conducente e degli altri utenti della strada, garantendo così anche migliori condizioni di lavoro.

 

Ore di guida sui mezzi pesanti: cos’è il cronotachigrafo?

 

Ore di guida sui mezzi pesanti strumenti

 

Abbiamo appena visto quanto sia fondamentale fissare delle soglie precise per quanto riguarda le ore di guida degli autotrasportatori. Ma come misurare l’attività di ogni autista?

Molto semplice. Attraverso il cosiddetto cronotachigrafo, ovvero lo strumento specifico capace di organizzare e monitorare sia l’attività lavorativa che il riposo di ogni singolo operatore.

A questo proposito, è importante sottolineare che, da giugno del 2018, l’utilizzo di questo strumento è obbligatorio su tutti i veicoli di nuova immatricolazione, destinati al trasporto merci, con un peso complessivo superiore alle 3,5 tonnellate. Stesso discorso anche per tutti i veicoli destinati al trasporto di più di nove persone, compreso il conducente.

 

Come devono essere gestite le ore di guida degli autotrasportatori?

Il regolamento (UE) 2020/1054, del Parlamento Europeo e del Consiglio del 15 luglio 2020, che modifica il regolamento (CE) n. 561/2006, stabilisce con precisione le ore di guida e di riposo degli autisti professionisti, in particolare quelli dei mezzi pesanti. Nel dettaglio, questo regolamento dev’essere rispettato da coloro che sono direttamente coinvolti nel trasporto di:

 

  • Merci, effettuato da veicoli di massa massima, compresi eventuali rimorchi o semirimorchi, superiore a 3,5 tonnellate;
  • Passeggeri, svolto da veicoli che trasportano più di 9 persone, compreso il conducente, e destinati al trasporto su strada effettuato esclusivamente all’interno della Comunità Europea;

 

Adesso, scendendo nel dettaglio, cerchiamo di rispondere a queste semplici quanto fondamentali domande. Iniziamo subito.

 

ore di guida e riposo

Quante ore di guida si possono effettuare giornalmente?

Secondo quanto stabilisce il regolamento (UE) 2020/1054, ogni autista professionista può guidare fino a un massimo di 9 ore al giorno. A questo proposito, poi, questo limite può essere implementato di un’ora, quindi a 10 ore, solamente due volte a settimana.

 

Ore di guida sui mezzi pesanti: quante settimanali?

Secondo la direttiva 2002/15/CE, ogni autista non deve superare le 56 ore di guida settimanali. Ogni due settimane, invece, le ore cumulate non possono essere superiori alle 90 ore. In questo preciso calcolo, nello specifico, rientrano sia le ore guidate nei Paesi dell’Unione Europea, sia quelle effettuate nei paesi terzi.

 

Ore di guida sui mezzi pesanti: come alternarle con quelle di riposo?

Le ore effettive di guida si alternano con le interruzioni, ossia delle pause che i camionisti sono costretti a rispettare durante un viaggio, e con le ore obbligatorie di riposo.

In particolare, le interruzioni prevedono 45 minuti di pausa ogni 4 ore e mezza di guida. All’occorrenza, questo momento può essere anche suddiviso in due tappe, con una prima pausa di 15 minuti obbligatori e una seconda dei restanti 30 minuti. Inoltre, secondo quanto prevede il regolamento UE) 2020/1054, nell’eventualità di multipresenza, il conducente può effettuare la pausa di 45 minuti nel veicolo guidato da un altro operatore, a patto che si tratti di un’interruzione dovuta all’effettivo riposo e non all’assistenza di guida.

In ogni caso, le ore di riposo di ogni conducente possono essere divise in:

 

Ore di guida riposo

Riposo giornaliero:

  • Regolare, il quale prevede, nell’arco delle 24 ore, un riposo di 11 ore e 13 di turno;
  • Frazionato, che prevede un riposo di 3 ore, più 9 ore non invertibili, e 15 ore di turno;
  • Ridotto, che prevede, durante tutta la giornata, un riposo di 9 ore per massimo tre volte a settimana, e 15 ore di turno.

 

Riposo settimanale:

  • Regolare, il quale prevede due riposi di 45 ore in 2 settimane consecutive;
  • Ridotto, che consiste in un riposo di 45 ore, più un riposo di 24 ore, in 2 settimane consecutive, con obbligo però di compensazione nella terza settimana subito successiva. In questo caso, il riposo della compensazione dev’essere, per forza di cose, successivamente abbinato ad un altro riposo di almeno 9 ore.

 

Hai notato quanto sia importante gestire le ore di guida e quelle di riposo? Conoscevi già questo tipo di norme legislative? Se la risposta è no, allora siamo lieti di averti aiutato.

 

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Trasporto conto terzi

Trasporto Conto Terzi: cos’è e come ottenere la licenza

Quando si parla del mondo degli autotrasporti, non è raro sentire l’attività di trasporto Conto Terzi, presente, ad esempio, anche tra i nostri servizi offerti.  Ma cosa si intende nello specifico con questa dicitura? Cosa prevede questo tipo di attività?

Cerchiamo di risolvere tutte queste domande, partendo innanzitutto da una definizione chiara e dettagliata di trasporto conto terzi.

 

Trasporto Conto Terzi: definizione e caratteristiche

Secondo la legge che lo disciplina, nello specifico l’articolo 40 della Legge 298/74, questa tipologia di servizio viene definita come l’attività imprenditoriale per la prestazione di servizi di trasporto verso un determinato corrispettivo. In parole povere, dunque, si tratta di un’attività svolta da chi professionalmente, dietro un certo compenso, si occupa di trasferire merci di varia natura, appartenenti a persone terze.

 

Trasporto conto terzi dettagli

 

Al contrario però di coloro che trasportano cose per sé, utilizzando quindi mezzi e merci proprie, chi si occupa di autotrasporto merci per conto terzi deve rispettare diverse norme e requisiti particolari, creati per fornire garanzie ai potenziali clienti. Come prima cosa, ad esempio, è obbligatorio essere in possesso di una licenza specifica: la cosiddetta licenza di autotrasporto merci conto terzi, una particolare autorizzazione relativa a questo tipo di servizio, rilasciata dal Ministero dei Trasporti.

Per ottenerla, bisogna innanzitutto essere iscritti all’albo nazionale degli autotrasportatori, così da ricevere un apposito documento dagli uffici provinciali della Motorizzazione Civile. Una volta rilasciata invece, la licenza consente di effettuare un servizio di trasporto conto terzi su tutto il territorio nazionale. Importante: essa dev’essere concessa per ogni veicolo della flotta di cui l’azienda dispone.

 

Come ottenere la licenza di trasporto merci conto terzi?

 Abbiamo appena visto, in maniera generale, cosa si intende per licenza di autotrasporto merci conto terzi, alcune sue linee guida e la sua valenza. Ma quali sono, nello specifico, i requisiti di legge a cui bisogna rispondere per richiedere questo tipo di certificazione? Essi sono principalmente tre:

 

1. Idoneità morale, definita anche onorabilità

Come specifica l’Articolo 41 della legge 06/06/1974, n. 298, coloro che amministrano o possiedono un’azienda di trasporto conto terzi non devono avere particolari pendenze legali. Ad esempio, non devono essere stati dichiarati delinquenti abituali, non devono aver riportato condanne, in via definitiva, per reato colposo, o subito sanzioni amministrative come per esercizio abusivo della professione e così via.

 

Trasporto conto terzi licenza

2. idoneità professionale

Un’idoneità particolare, che può essere dimostrata o frequentando un corso specifico di formazione, tenuto da enti autorizzati, oppure possedendo il cosiddetto titolo professionale di gestione del trasporto, ottenuto appunto a seguito dell’abilitazione.

 

3. La capacità finanziaria

Infine, la capacità finanziaria dell’azienda che vuole fornire questo tipo di servizio dev’essere pari a 9mila euro per il primo autoveicolo, mentre 5mila per quelli successivi.

 

A questo punto, è importante sottolineare che le norme in questione individuano requisiti diversi, a seconda del peso trasportato. Ad esempio, se si parla di un trasporto merci inferiore alle 1,5 tonnellate, basta possedere soltanto il l’idoneità morale. Oltre questa soglia, invece, è fondamentale dimostrare tutti e tre i requisiti sopra citati.

Bene, a questo punto dovresti avere un po’ più chiaro il quadro generale relativo al trasporto conto terzi. Ovviamente, le tariffe del servizio possono variare a seconda delle quantità e delle tipologie di merce e di trasporto.

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Autotrasporti regole

Autotrasporti: ecco le 9 regole del buon autista

Come ben sappiamo, guidare un mezzo pesante è una grande responsabilità, oltre che un grosso sacrificio. Un’operazione delicata che necessita della massima attenzione, competenza e professionalità. Ma quali sono le regole di comportamento che ogni autista dovrebbe rispettare, quando si parla di autotrasporti, per svolgere al meglio il proprio lavoro?

Niente paura. Se anche tu ti sei posto questo interrogativo, qui troverai 9 regole precise per diventare un buon autista, in grado di fare la differenza nel proprio settore. Pronti? Via!

 

1. Leggi attentamente la documentazione di trasporto

Prima ancora della partenza, il buon autista si riconosce da come legge con attenzione tutta la documentazione relativa alla merce, al destinatario e al luogo di consegna, che si tratti di trasporti nazionali o spedizioni internazionali. Questo perché assicurarsi di aver ben compreso le diverse informazioni, garantisce la prevenzione di spiacevoli ritardi o danni economici più o meno rilevanti.

Ricorda: Se qualcosa non ti è chiara, richiedi maggiori dettagli per scogliere ogni dubbio, evitando sempre di lasciar spazio all’improvvisazione.

 

2. Autotrasporti: posiziona la merce in modo strategico e sicuro

Quando si tratta di caricare la merce, non farti mai prendere dalla fretta e dalla superficialità. Negli autotrasporti, infatti, se desideri evitare ritardi o qualsiasi tipo di difficoltà durante le operazioni di distribuzione, è necessario porre particolare cura e attenzione nel posizionamento dei materiali all’interno del cassone.

Mi raccomando: distribuisci e posiziona il carico in base ai pesi della merce e alla cronologia delle consegne.

 

autotrasporti merce

3. Controlla sempre lo stato del tuo veicolo

La sicurezza è tutto. Per questo, prima metterti alla guida, è fondamentale fare un rapido check del veicolo, a partire dagli indicatori di posizione, fino alla pressione degli pneumatici, gli specchietti e così via. Ovviamente, se si avverte qualsiasi malfunzionamento del camion, non rinviare mai un controllo specifico dal tuo meccanico di fiducia.

Ma non solo manutenzione. Ricordati sempre di tenere pulito e ordinato il tuo veicolo. Sarà un modo per presentarsi nel migliore dei modi ai tuoi clienti o collaboratori.

 

4. Sii responsabile alla guida (e non sottovalutare la stanchezza)

La distrazione è la tua più grande nemica. Evitala sempre. Non a caso, la distrazione da telefono, ad esempio, oltre a prevedere la perdita di 5 punti dalla patente e una multa salatissima, risulta essere tra le maggiori cause di sinistri su strada.

Un altro fattore da cui tenersi lontani è la rabbia. Che tu sia nel bel mezzo di una coda interminabile, o di uno spiacevole imprevisto, cerca sempre di mantenere i nervi saldi. Arrabbiarsi al volante, infatti, ti fa solo diminuire la concentrazione, aumentando così il rischio di incidenti.

Altro consiglio: ripassa, di tanto in tanto, il Codice Stradale. Questo perché le situazioni dubbie o ambigue sono sempre dietro l’angolo. Ad esempio, di fronte a un ferito della strada, sapresti comportarti nella maniera corretta?

Infine, anche se sei l’autista più esperto del mondo, non abbassare mai la guardia, così da riuscire a prevedere anche le mosse degli altri autisti. Ultimo, ma non per importanza: non sottovalutare mai la stanchezza.

 

Autotrasporti stanchezza

5. Autotrasporti: ottimizza il tempo, ma occhio ai consumi

Un buon autotrasportatore è tale se conosce al meglio il proprio mezzo dal punto di vista dei consumi. E in questo senso, quando si parla di consegnare il carico, è fondamentale cercare di contenere gli sprechi.

La velocità è un fattore essenziale, ma se sprechi carburante per correre troppo o scegliere strade poco funzionali, vai solo incontro a gravi danni economici e ambientali.

 

6. Rispetta i tempi di guida e i tempi di riposo

Rispettare sempre i tempi di guida e quelli di riposo è essenziale. Non solo per evitare spiacevoli sanzioni relative alla normativa europea, ma soprattutto per tutelare te stesso e gli altri utenti della strada. Nella gestione delle ore di lavoro, infatti, va comunque preso in considerazione sempre il residuo necessario al ritorno.

 

7. Non assumere mai alcol o droghe

Lucidità, affidabilità e responsabilità sono le tre caratteristiche primarie di un buon autista. Tre concetti fondamentali da cui dipende anche l’immagine e l’economia dell’azienda stessa.

Per quanto riguarda l’aspetto pratico, non è mai scontato ricordare che l’assunzione di queste sostanze può seriamente mettere a rischio la vita del conducente e di tutti gli altri utenti stradali.

 

8. Autotrasporti: l’abbigliamento è fondamentale

Utilizza sempre un abbigliamento idoneo e adeguato al tuo ruolo, soprattutto quando sei a contatto con le altre persone. Non solo per avere un aspetto ordinato e curato, ma soprattutto per sfruttare i benefici di tutti i dispositivi di protezione individuale, forniti dall’azienda, necessari per svolgere le proprie mansioni in piena sicurezza.

 

Autotrasporti abbigliamento

9. Ricordati che rappresenti sempre la tua azienda

Ogni autista è letteralmente il biglietto da visita di ogni azienda, in grado di condizionare, nel bene o nel male, l’immagine della ditta che rappresenta. Per questo, durante il lavoro rispetta sempre le regole, sii educato e composto.

Come sempre, poi, nel caso di dubbi o indecisioni, contatta gli uffici di riferimento, evitando di intraprendere azioni in autonomia.

 

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Spedizioni internazionali

Spedizioni internazionali: ecco cosa c’è da sapere

Ogni giorno, migliaia e migliaia di tonnellate di merce si muovono da Paese in Paese, da un continente all’altro, spaziando in ogni angolo del mondo. Pur trattandosi di un’attività quotidiana, però, per le aziende di autotrasporti, caricare e scaricare merci fuori dai confini italiani non è sicuramente un gioco da ragazzi. Si tratta infatti di un lavoro che richiede una certa attenzione e cura del dettaglio. Ma cosa c’è da sapere quando si parla di spedizioni internazionali?

Innanzitutto, per spedire o ricevere merci al di fuori del territorio italiano, è fondamentale tener bene a mente tre azioni chiave:

 

  • Conoscere nel dettaglio tutta la documentazione relativa all’import o export di merci all’estero, quali fatture, calcolo dei dazi doganali, varie dichiarazioni sulla spedizione e così via;
  • Assicurarsi che l’imballaggio sia adeguato a spedire quel tipo di merce o materiale, per garantire la massima sicurezza ed evitare spiacevoli incidenti;
  • Essere costantemente in contatto con corrieri o servizi di spedizioni altamente specializzati, qualificati e aggiornati in merito alle normative vigenti su questo tipo di trasporto, ma soprattutto capaci di garantire un accurato tracciamento dell’intera spedizione.

 

Spedizioni internazionali spiegazione

Spedire in Europa o fuori dall’Europa: quali sono le differenze?

Per quanto riguarda le spedizioni all’interno del nostro continente, l’Unione Europea prevede l’eliminazione delle dogane e di tutte le relative imposte, a favore invece della libera circolazione di merci all’interno dei suoi confini. Questo si traduce, fin da subito, in spedizioni più facili e veloci, grazie ad una burocrazia più snella. Discorso diverso nel Regno Unito che, come abbiamo giù visto in un altro articolo, ha subìto importanti cambiamenti in merito alle normative relative al trasporto merci da e verso l’UK, mutate a causa della Brexit.

Al contrario, se si tratta di spedizioni al di fuori del territorio europeo, è necessario partire dal presupposto che i documenti richiesti saranno molto più complessi, diversi da Paese a Paese, e addirittura da una dogana all’altra. In questo senso, è chiaro che le tempistiche di consegna o di ricezione della merce, per forza di cose, risultino essere molto più dilatate.

Tra gli elementi fondamentali da prendere in considerazione, prima di effettuare una spedizione fuori dall’Italia o dall’Europa, troviamo sicuramente:

 

  • L’incremento dei costi, dovuto all’aumento della distanza e degli eventuali fattori di rischio
  • La presenza di tariffe doganali, franchigie e dazi
  • Le possibili restrizioni relative ad alcuni tipi di merce che variano a seconda delle diverse normative di ciascun Paese

 

Spedizioni internazionali dettagli

Spedizioni internazionali: cosa si intende per tariffe doganali, franchigie e dazi?

Come già anticipato, spedire qualsiasi merce al di fuori del proprio Paese significa sottostare a diversi requisiti burocratici richiesti dalle varie dogane. In questo senso, per chi non lo sapesse, per dogana si intende quell’ente pubblico che ha il compito di controllare merci e persone in entrata o uscita dallo Stato in cui opera.

In particolare, scendendo nel campo merceologico, quest’autorità si occupa di evitare l’ingresso o l’uscita di oggetti proibiti, illegali o pericolosi: liquidi infiammabili, armi, prodotti di contrabbando e così via. Ovviamente, poi, le procedure e i costi di ogni dogana sono estremamente diversi tra loro, a seconda delle normative vigenti in quel territorio specifico.

A questo proposito, strettamente legati al mondo delle spedizioni internazionali, non possiamo non citare 3 elementi chiave. Cosa sono le tariffe doganali, le franchigie e i dazi? Non perdiamo altro tempo e scopriamolo insieme.

 

  • Le tariffe doganali sono l’elenco di tutte le merci, prodotti e beni della natura e materie prime, suddivise in precise sezioni merceologiche, a loro volta contraddistinte dalle cosiddette Voci Doganali. Ciascuna di queste, poi, è composta di tre elementi principali: Descrizione merceologica, Elenco delle restrizioni e infine l’Elenco dei tributi.
  • Le franchigie, invece, sono le esenzioni straordinarie dagli oneri doganali, dovute a determinate norme e condizioni particolari.

 

Spedizioni internazionali dazi

E i dazi?

  • Infine, quando si parla di dazi doganali, ci si riferisce al tributo che viene riscosso dalla dogana stessa. Generalmente, esso viene stabilito in base alle normative del Paese di transito, attraverso l’applicazione di una precisa percentuale di valore della fattura. O comunque sulla base dell’unità di misura relativa al prodotto (litri, n° di pezzi, kilogrammi ecc.). Nello specifico, i dazi doganali sono richiesti esclusivamente per le spedizioni verso gli Stati non appartenenti all’Unione Europea, o provenienti dagli stessi. Non comprendono mai l’IVA e vengono addebitati direttamente al destinatario prima della consegna.

 

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Trasporto Nazionale

Trasporto nazionale: cosa si intende e come funziona

Quando si parla di trasporto nazionale, si intende quello relativo a tutto il territorio nel quale ha sede operativa l’azienda di trasporti in questione. Noi di Vinci&Campagna, ad esempio, eseguiamo il trasporto merci in totale affidabilità in tutta Italia, isole comprese. E grazie alla nostra lunga esperienza nel settore, siamo in grado di gestire groupage di medie e grandi partite, fino al carico completo, riducendo al minimo i tempi di resa in tutto il Paese.

Ma in cosa consiste, nel dettaglio, questa modalità di trasporto merci? Che caratteristiche presenta e qual è la procedura che la caratterizza? Non perdiamo altro tempo e scopriamolo insieme.

 

Trasporto nazionale: quali sono le tipologie esistenti?

Trasporto nazionale significato

 

Come abbiamo appena visto, il trasporto nazionale riguarda il Paese in cui risiede la sede operativa dell’azienda di trasporti in questione. A seconda delle esigenze del cliente, però, questo tipo di servizio si distingue in due diverse tipologie, ognuna con le sue caratteristiche e peculiarità specifiche. Precisamente, parliamo del trasporto a carico completo e quello definito a collettame. Ecco le differenze tra i due.

 

Trasporto nazionale a carico completo

Se cerci un servizio esclusivo, studiato in base alle tue necessità, il trasporto a carico completo è sicuramente la soluzione che fa al caso tuo. Questa tipologia, infatti, prevede che l’intera vettura contenga solamente la merce del cliente in questione, dando così la possibilità di aver maggior controllo, personalizzazione e tracciabilità della spedizione, in ogni sua fase. Un’ottima opzione, estremamente comoda ed efficace, capace di garantire inoltre più sicurezza e velocità di esecuzione.

 

Trasporto nazionale a collettame

La seconda tipologia di trasporto nazionale, invece, il cosiddetto trasporto a collettame, a differenza della precedente, prevede che lo stesso veicolo trasporti merci provenienti da diversi clienti, reperite in momenti differenti, ma tutte dirette alla medesima destinazione, magari un magazzino dal quale poi andranno smistate successivamente. Si tratta di un’opzione che, nonostante la sua complessità, si rivela essere la metodologia più comune e gettonata. Una soluzione dai vantaggi importanti, nella quale la tracciabilità della merce è un aspetto fondamentale.

Trasporto Nazionale dettagli

Come funziona nel dettaglio? Ecco tutta la procedura

Che si tratti di trasporto a carico completo o a collettame, questo tipo di servizi si basano su due concetti chiave: sicurezza e affidabilità, legata soprattutto all’azienda di trasporti a cui ci si affida. In questo senso, è fondamentale garantire che la merce venga trattata con estrema cura e attenzione, per poi essere consegnata al destinatario nei modi e nei tempi preventivati.

Per quanto riguarda la documentazione necessaria, invece, essa dev’essere il più dettagliata possibile se si vuole usufruire di un servizio estremamente efficiente. Oltre a quella obbligatoria richiesta dalla legge, infatti, è necessario fornire tutte le caratteristiche relative alla merce trasportata, oltre che un indirizzo di recapito sia del mittente che del destinatario. Per un eccellente resa finale, poi, è necessario tracciare la merce, passo dopo passo, dalla partenza fino all’arrivo.

 

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Brexit e Autotrasporti: cosa cambia e cosa c’è da sapere?

Come un fulmine a ciel sereno, la Brexit ha causato fin da subito una serie di conseguenze rilevanti, soprattutto nel mondo degli autotrasporti. Nonostante gli accordi stipulati, infatti, sono tanti gli operatori della logistica che hanno deciso di rinunciare al trasporto di merci da e verso l’isola oltre Manica.

Il motivo di tutto questo è molto semplice. Dal primo gennaio 2021, il Regno Unito non è più beneficiario del principio di libera circolazione di merci e persone, uno dei cardini alla base dell’intera Unione Europea. In questo senso, il ritorno delle frontiere e delle dogane ha intaccato notevolmente il lavoro di numerosi autotrasportatori.

Per il momento, Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo che garantisce di evitare le conseguenze più disastrose, fissando dei punti fondamentali:

 

  1. Riabilitare gradualmente i controlli alle frontiere, risultando pienamente operativi dal primo luglio 2021;
  2. Accordare tutta la documentazione necessaria per favorire l’import e l’export di merci in piena sicurezza.
  3. Stabilire un solido regolamento, in grado di garantire una concorrenza leale tra operatori inglesi ed europei;

 

Nonostante questo, si tratta comunque di una situazione abbastanza scomoda, non solo per le imprese logistiche nostrane, ma soprattutto per un pezzo importante dell’export italiano.

 

Brexit e Autotrasporti

Brexit e Autotrasporti: come funziona ora il trasporto merci?

Come abbiamo appena visto, la Brexit ha avuto un impatto importante sull’intero sistema di logistica. Ma cosa cambia, nello specifico, a livello di autotrasporto merci?

In pratica, dal 1° gennaio 2021, tutte le aziende di trasporto che effettuano operazioni da e verso il Regno Unito devono assicurare la conformità del proprio servizio, nel rispetto dei diversi requisiti di certificazione. Nel dettaglio, esse devono:

 

  • Verificare i requisiti aggiuntivi, se si tratta di merci SPS;
  • Assicurarsi che le proprie merci siano effettivamente esenti da controlli, se invece non si tratta di SPS;
  • E infine, allo stesso modo, anche i trasportatori devono accertarsi di possedere tutta la certificazione necessaria, relativa alle merci trasportate.

 

È importante anche sottolineare che, grazie agli accordi stipulati, è stato garantito il servizio punto a punto, senza nessun tipo di restrizione quantitativa. Questo significa che, ad esempio, un camion europeo ha la possibilità di raggiungere l’UK, per poi tornare anche carico. Un discorso che ovviamente vale anche per quelli oltre Manica.

Gli accordi, inoltre, consentono di effettuare fino a due operazioni aggiuntive, sia ai trasportatori europei che inglesi. Ciò permetterà agli operatori dell’UE, che trasportano un carico nel Regno Unito, di eseguire due operazioni di cabotaggio in quel Paese, evitando così di tornare nell’Unione Europea senza carico.

 

Brexit

Brexit: ecco la documentazione richiesta agli operatori

Una volta analizzati, nel dettaglio, tutti i cambiamenti relativi al trasporto merci, dovuti appunto alla Brexit, non ci resta che soffermarci sulla documentazione richiesta ai vari operatori della logistica.

Innanzitutto, tutti gli autotrasportatori europei devono avere l’autorizzazione del proprio Paese di stabilimento, insieme ad una copia della licenza comunitaria. Non solo. Essi dovranno, ovviamente, essere in possesso dei documenti relativi all’assicurazione auto, sia per il proprio veicolo che per il rimorchio. In questo senso, nell’UK verrà riconosciuta la cosiddetta Green Card, o altra prova di assicurazione.

Per quanto riguarda le merci trasportate, invece, l’operatore dovrà portare con sé, tra le altre cose, anche:

 

  • La cosiddetta dichiarazione di esportazione UE MRN;
  • L’eventuale Carnet ATA, relativo alle merci in temporanea esportazione fuori dall’UE;
  • Il numero EORI dell’impresa del Regno Unito, se l’importatore dell’UK effettua la dichiarazione nei propri archivi;
  • Il così chiamato MRN, ovvero il Movement Reference Number;
  • L’eventuale Carnet TIR, se si tratta di merce trasportata su veicoli sigillati per definitiva.

 

Autotrasporti e Brexit

Infine, è fondamentale segnalare anche l’Eurotunnel Border Pass, il sistema digitalizzato che consente all’operatore di gestire le operazioni senza dover abbandonare la cabina o presentare della documentazione all’arrivo. Una soluzione estremamente efficace, capace di consentire la condivisione delle informazioni tra il trasportatore e l’Eurotunnel, così come tra Eurotunnel e frontiera stessa.

Bene, adesso dovresti avere un quadro più chiaro per quanto riguarda la situazione Brexit e Autotrasporti.

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Il pilastro per i buoni affari è il servizio clienti anche per le aziende del comparto trasporti.

Il pilastro per i buoni affari è il servizio clienti.

 

Siamo orgogliosi di dire, senza alcuna modestia forzata, che il nostro servizio clienti è il top in questo articolato settore del trasporto di merci. Il nostro team funziona come una piccola famiglia affiatata e, sebbene apprezziamo molto la professionalità e la buona formazione, poniamo anche un accento sul calore e sull’empatia. Nell’era di Internet e dell’automazione, spesso scordiamo che c’è una persona in carne ed ossa dietro quell’e-mail che ricevi e ai servizi che ti vengono offerti.

 

Cerchiamo davvero di prenderci cura di ogni cliente e delle sue esigenze di spedizione. Li poniamo al primo posto, li ascoltiamo e proviamo a replicare il prima possibile a qualsiasi loro domanda, preoccupazione o richiesta. Questo non è un punto scontato, in questo settore non tutti i professionisti sono disposti a dedicare del tempo per aiutare, quindi cerchiamo davvero di distinguerci in questo modo.

 

Abbiamo dedicato tempo per conoscere a fondo i nostri clienti, le loro esigenze di spedizione, pianificando la strategia migliore per aiutarli nella loro situazione. Le relazioni che instauriamo con i nostri clienti sono la base di tutto l’operato!

 

L’industria del trasporto merci non è un’industria veloce e talvolta non ci è possibile offrire la risposta al disperato bisogno di velocità del cliente. Ci proponiamo semplicemente di ricordarci di essere pazienti e rimanere professionali, il che vale per entrambe le parti. Le insoddisfazioni sono comuni, ma facciamo semplicemente del nostro meglio per far funzionare le cose per tutti.

 

“Nessun uomo è un’isola”, dice il proverbio.

Nessuno è veramente autosufficiente e tutti dobbiamo lavorare insieme per raggiungere i nostri obiettivi e prosperare. Ecco perché noi di Vinci&Campagna siamo estremamente grati per il responso che i nostri clienti ci forniscono ogni giorno!

E tu, conosci la nostra Storia? 

Vinci&Campagna è un’azienda che si è costituita nel primo dopoguerra, era il 1946. In quel periodo ricostruire significava imporre al mercato la propria visione di futuro e dare attivamente il proprio contributo per favorire lo sviluppo della nazione.

Era il periodo in cui il valore di una stretta di mano e della parola data erano più forti di qualsiasi contratto.

Impegno, disponibilità e responsabilità sono alla base della nostra politica aziendale e guidano, oggi come ieri, le nostre scelte e le nostre decisioni.

Oggi a guidare l’azienda è la terza generazione di Vinci&Campagna. Sono i nipoti dei fondatori a proseguire quel cammino iniziato tanti anni fa e che, da allora, non si più arrestato ma anzi prosegue con rinnovato impegno.

“New Deal verde per il trasporto merci”. Come possiamo farlo con la tecnologia esistente e in rapido sviluppo?

New Deal verde per il trasporto merci”.

Come possiamo farlo con la tecnologia esistente e in rapido sviluppo?

 

Secondo un recente e innovativo studio condotto dalla LUT University e Energy Watch Group, si stima che entro il 2050 l’economia mondiale può funzionare al 100% di energia rinnovabile senza emissioni di CO2

Inoltre, si prevede che il costo dell’energia con il 100% di energie rinnovabili sarà leggermente inferiore rispetto al 2015 e si presume che l’occupazione nel settore energetico crescerà in maniera sostanziale.

Il costo del trasporto merci, durante il passaggio al 100% di energie rinnovabili, diminuirà del 70%, assieme al costo dei camion che scende in maggior misura.

Questo New Deal verde per il trasporto merci è una serie di passaggi pratici convenienti, che utilizzano le tecnologie già reperibili nella quotidianità.

Numerosi studi hanno dimostrato i risparmi immediati sui costi e la riduzione delle emissioni ottenuti prendendo merci che normalmente si sposterebbero su camion e spedendole invece per ferrovia o per vie navigabili interne. Anche se i motori di treni o navi sono ancora diesel, il ridotto consumo di energia di questi sistemi di trasporto più efficienti riduce le emissioni di CO2 del 60% o più per ogni caricoLa spedizione di merci a lungo raggio su rotaia è attualmente l’opzione di spedizione meno costosa nella maggior parte dei casi. Questo spostamento del carico può essere eseguito immediatamente.

I camion merci a corto raggio completamente elettrificati sono già in produzione commerciale, con prezzi uguali o vicini alla parità, a seconda della casa produttrice, con i loro concorrenti diesel. 

Se collegati con ferrovia a basse emissioni e vie navigabili interne per il trasporto di merci a lungo raggio, questi veicoli elettrici a corto raggio offriranno un servizio completo, porta a porta a basse emissioni.

A partire da subito, una quota molto maggiore rispetto all’attuale di questi fondi deve essere investita in infrastrutture di energia rinnovabile, principalmente eolica e solare, aumentando la produzione di elettricità fino a cinque volte rispetto ai livelli del 2015. 

La maggior parte di noi accorge che le auto e i camion convenzionali, che funzionano con motori a gas o diesel, sono estremamente inefficienti nel convertire l’energia del carburante in energia indirizzata alle ruote, nonostante oltre 100 anni di ricerca spesi per migliorare l’efficienza.

Sapevate che i veicoli elettrici trasformano il 59-60% dell’energia elettrica dalla rete in energia elettrica alle ruote mentre i veicoli a benzina convenzionali convertono solo il 17-21% dell’energia immagazzinata nella benzina per alimentare le ruote?

Il resto viene dissipato in calore e attrito.

Trasporto a lungo raggio.

Sebbene il trasporto di merci su rotaia e per vie navigabili interne sia già l’opzione di trasporto merci più economica e a basse emissioni, l’elettrificazione di questi sistemi sarebbe ancor più l’opzione. Secondo lo studio della LUT University e altre fonti, il trasporto di merci a lungo raggio sarà l’ultimo settore ad essere convertito in energia elettrica sostenibile, con la maggior parte dei camion che bruciano ancora combustibili fossili fino al 2030.

TRASPORTO ALIMENTI – OTTIMIZZARE LA LOGISTICA CONTRO GLI SPRECHI DI CIBO E DENARO.

TRASPORTO ALIMENTI – OTTIMIZZARE LA LOGISTICA CONTRO GLI SPRECHI DI CIBO E DENARO.

Recenti statistiche sul trasporto alimentare affermano che ogni anno, in tutta l’Unione Europea, vengono prodotte circa 88 milioni di tonnellate di cibo; il dato che fa allarmare riguarda il 40% della mole alimentare non riesce a raggiungere il mercato.

Le motivazioni sono molteplici, spesso e volentieri a causa dei ritardi o di errori nelle previsioni di vendita, le scorte immagazzinate eccedono di prodotti che vanno a morire ancor prima di raggiungere la tavola dei consumatori.


Altre volte la causa di questi sprechi può essere dovuta alla perdita di tempo durante la distribuzione, o a inefficienti modelli di trasporto, perciò il quesito che ci poniamo oggi è il seguente:
E’ realmente possibile ridurre gli sprechi alimentari?

Ci sorge spontaneo pensare di essere impotenti a riguardo poiché crediamo sia necessario dover conoscere, per filo e per segno, le condizioni dei prodotti (e dell’inventario) lungo l’intera supply chain.


Tuttavia, basarsi sui dati in tempo reale della supply chain, pare che possa aiutare a ridurre gli sprechi alimentari.

Lo studio condotto da SAPIO – società inglese specializzata nelle ricerche di mercato – per conto di Zetes, ha affermato che ben il 94% delle organizzazioni intervistate confessa di non disporre di trasparenza lungo tutta la supply chain.

  • Il 79% di questi enti è d’accordo che una maggiore visibilità agevolerebbe una sostanziale riduzione degli sprechi.

La stima si aggira intorno ai 240 miliardi di euro risparmiati se solo si riducessero gli sprechi di prodotti alimentari, ovviamente grazie alla previa ottimizzazione della supply-chain.

In che modo sarebbe possibile?


Alcune buone abitudini, che se adottate dalla stragrande maggioranza degli operatori logistici contribuirebbero ad
abbattere i costi e gli sprechi, sono:

– ridurre all’osso gli spostamenti col veicolo vuoto;
– generare il maggior numero di consegne completate con successo al primo tentativo

– portare al minimo il numero di inutili spostamenti di merci tra i punti vendita

– promuovere la trasparenza di servizio con i clienti e la totale chiarezza per previsioni o ordini

– Sfruttare i migliori percorsi per la consegna.

I dati condivisi in tempo reale lungo tutta la filiera possono permettere alle aziende una migliore collaborazione, rafforzare le connessioni e generare previsioni dinamiche sicuramente più affidabili.