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Spedizione gratuita? Ok, posso aspettare un po’ di più.

Aprile 17 2020

Spedizione gratuita? Ok, posso aspettare un po’ di più.

Nel mondo dell’e-commerce non conta solo la velocità.
A fare la differenza sulla bilancia del “clicca e aggiungi al carrello” sono i tempi di consegna, specialmente se questa è gratis.

Dati alla mano, secondo recenti studi statunitensi, infatti, sembra che molti customers siano disposti ad aspettare un po’ di più il loro ordine, a patto che la spedizione sia gratuita.
Secondo AlixPartners, per quasi i due terzi dei consumatori statunitensi, a fronte di un sondaggio di gennaio di quest’anno, il free delivery influisce particolarmente sulla scelta di acquistare o meno, preferendo aspettare anche fino a 4 giorni.

Secondo Comscore, società che analizza le ricerche via web, ha studiato in particolare le transazioni e-commerce avvenute nell’arco degli ultimi quattro anni durante il periodo che di norma vede la corsa agli acquisti natalizi, ovvero tra novembre e dicembre, deducendo che la maggior parte di queste transazioni, non a caso, ha incluso la spedizione gratuita.

Tra il 2015 e il 2017 gli ordini con spedizione gratuita si registravano tra il 67 e il 77%, a differenza dell’anno 2018, in cui questi ultimi sono saliti all’80%.

La voce degli analisti: “La spedizione gratuita è sempre stata il principale incentivo durante le promo delle vacanze, in particolare intorno al Cyber Monday, e gli acquirenti online si sono abituati molto in fretta a riceverla. Ad oggi, si aspettano la spedizione gratuita durante le vacanze per la maggior parte degli acquisti, e per questo motivo se non ritroveranno tale offerta alla cassa, abbandoneranno il carrello e si rivolgeranno alla concorrenza”, spiega Andrew Lipsman, analista principale di eMarketer.

 

Quindi, come customers, la nostra psiche è abituata a interpretare le spese di spedizione come un onere ingiustificato e “regalato” all’impresa. Perciò l’utente è sempre più convinto di non doverle pagare, persuaso di mantenere il vantaggio sul prezzo complessivo di acquisto rispetto allo
store fisico.
In buona sostanza, 
3 utenti su 4 non acquisteranno da e-commerce quando si accorgeranno di dover pagare le spese di spedizione.

Resta da chiedersi come le aziende riescano ad ogni modo a fare “fesso e contento” l’acquirente, rimuovendo dal suo carico le spese di spedizione pur mantenendo un buon margine di guadagno sulla transazione. Come dicevamo, la psicologia umana è il veicolo di qualsiasi azione da noi compiuta, figuriamoci quando si ha a che fare con le spese, ed è per questo che il marketing giocherà sempre il ruolo da ago nella bilancia, tra l’abbandono dell’acquisto e il click su “aggiungi al carrello”.

 

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